Non esistono formazioni, né partite, né punteggi, ormai succede tutto solo alla televisione e alla radio...
26/01/08
AFRICA, ALLARME CORRUZIONE
Un fenomeno che si muove sottobanco, sfrutta e non lascia traccia, trova sempre vie non ancora battute, si fa scudo della mancanza di controlli sempre poco adeguati, vive sulle possibilità, ridotte, di quei giocatori che trovano nella Coppa d'Africa il loro momento di gloria, vetrina importantissima e viatico imprescindibile per un futuro potenzialmente migliore. Dopo il Benin, è toccato alla Namibia denunciare il più classico tentativo di corruzione: non impegnarsi per lasciare vincere l'avversario. Questo quanto richiesto da un uomo affinché la squadra non si mostrasse eccessivamente dura nello scontro andato in scena lunedì scorso contro la Guinea.L'allarme è partito dallo stesso presidente della federcalcio namibiana, secondo cui qualcuno avrebbe messo sul piatto 30mila dollari. Una pratica ben lontana dai valori di chi cerca di speculare su una manifestazione ancora non adeguatamente posta sotto controllo, sfruttando le debolezze di giocatori che non guadagnano i lauti stipendi dei campioni europei. Una situazione che, comunque, induce a riflettere profondamente sull'interesse che c'è dietro al calcio, e, per fortuna, che c'è qualcuno che riesce ancora a dire di no.
CAROLINA INCANTA...
La delusione delle Olimpiadi di Pechino è servita da stimolo importante per tornare ad essere nell'elite del pattinaggio artistico. Ripetersi è sempre difficile e la seconda vittoria di seguito ai campionati europei non può che essere letta come la prova tangibile che Carolina Kostner è definitivamente tornata ad esprimersi sui livelli consoni al suo potenziale. Se la costanza era ciò che mancava all'atleta azzurra, il bis continentale ha cancellato anche questo neo da quelle che potevano considerarsi le motivazioni che impedivano alla ventenne di Ortisei di esprimere tutte le sue qualità. Se lo "short" aveva già indotto a pensare positivo, il programma libero, eseguito sulle note di un trio del compositore ceco Antonin Dvorak, ha suggellato una vittoria che solo la rimonta della svizzera Sarah Meier aveva messo, per un attimo, in pericolo.Nell'esercizio della Kostner non sono mancate le sbavature, come un doppio Lutz anziché triplo, ma non ci sono state incertezze sui salti né di altro genere. Alla fine l'ha spuntata l'azzura grazie a una differenza di quasi due punti sull'elvetica, mentre più netto è stato il margine sulla finlandese Laura Lepisto, giunta terza.
25/01/08
AMAURI...WHITE PASSION
Non sarà gennaio il mese in cui Amauri farà il grande salto di qualità, per vederlo in una big occorrerà necessariamente aspettare fino a giugno. Lo aveva detto già Maurizio Zamparini in passato, lo ha ribadito il procuratore del calciatore Mariano Grimaldi. E allora l'asta partirà all'inizio della finestra estiva del mercato, ma le manovre di avvicinamento sono già iniziate e percorrono sentieri sottobanco e vengono portate avanti a fari spenti per non rendere pubblico un interessamento che servirebbe soltanto ad innalzare il costo del calciatore. Prezzo già di per sé molto alto: 26 milioni di euro sono stati chiesti per cedere Amauri generando, di fatto, il forfait della Roma, prima squadra a interessarsi al giocatore e costretta a tirarsi indietro a causa dell'elevato costo del cartellino.E' tuttavia delle ultime ore la notizia di un approccio del Real Madrid con l'agente del calciatore. Una mossa che spiazza Juventus e Milan, le due squadre indicate come maggiori contendenti a concludere l'affare. L'intento del presidente Calderon sarebbe quello di dare fastidio alle due italiane per accaparrarsi le prestazioni di Amauri anche a un prezzo superiore a quello richiesto, avendo, la "casa blanca", maggiori potenzialità economiche rispetto a bianconeri e rossoneri. Se il Milan poteva essere la destinazione preferita dal brasiliano, la società rossonera, tuttavia, dovrà valutare attentamente il suo parco attaccanti, mentre la Juve, per un'eventuale qualificazione in Champions League, sarebbe obbligata a rinfoltire il reparto d'attacco con un'innesto di sicura qualità.Per cui nel caso venisse meno, a giugno, l'ipotesi Milan, la società di Corso Galileo Ferraris potrebbe doversela vedere da sola con il potenziale finanziario "merengue". Una battaglia persa in partenza a meno che l'intromissione del Real nella trattativa sia stata soltanto un "rumors" per rendere pan per focaccia al Milan in merito alla questione Sergio Ramos e compensare tutta una serie di dispetti reciproci. Così fosse, la Juve tirerebbe un bel sospiro di sollievo.
24/01/08
IL QUADRILATERO DELLA DISCORDIA
Vero è che un indizio non è una prova, ma i dubbi, quelli, c'erano sin da quando il tutto era stato già ipotizzato. Giusto avere un atteggiamento spregiudicato per chi è costretto a rincorrere un traguardo che potrebbe allontanarsi già al primo errore, saggio, forse, valutare bene modalità e tempistiche del rischio. Il "quadrilatero delle meraviglie", o come si voglia chiamare (anche tridente più Seedorf), sfoggiato nella gara contro il Napoli, a San Siro, da due match non si ripete sugli stessi standard di rendimento con l'aggravente, nella sfida disputata contro l'Atalanta, della sconfitta. Se la vittoria di Udine aveva, in parte, mascherato il problema di una squadra che sembra squilibrata, in trasferta, specie quando incontra avversari che allargano il gioco e spingono sulle fasce, la magagna è emersa con tutta la sua prepotenza al cospetto del gruppo di Delneri, noto per un gioco ad ampio respiro e per la propulsione costante sulle corsie con Langella e Ferreira Pinto pronti a sfruttare i varchi che, spesso Seedorf, ha lasciato sguarniti.Kakà, Gilardino o Ronaldo, Pato e Seedorf intasano spesso e inopportunamente gli spazi con il "Papero" sacrificato a partire molto lontano dalla porta e a non ricevere palloni in fette di campo che gli permettano l'accelerazione vincente. E, dunque, se da un punto di vista tattico, logico adottare uno schieramento del genere in casa, quando la vittoria diventa quasi un obbligo, più opportuno, a seconda delle gare, in trasferta garantire una certa solidità a centrocampo e piuttosto inserire un cursore di fascia che possa dare respiro alla manovra e allargare gli spazi. Insomma il "quadrilatero magico" va utilizzato quando necessario, non deve essere un obbligo, guai a diventare una idea di gioco dalla quale non discostarsi nemmeno a dispetto dei santi o delle sconfitte, occorre vincere per risalire, per farlo bisogna preservare un certo equilibrio di squadra.
23/01/08
IRONIE AZZURRE SU NESTA E TOTTI
Un'affermazione che va al di là di una potenziale offesa, ma che permette di carpire lo stato d'animo del commissario tecnico che ha vinto la sua prima scommessa, con la qualificazione a Euro 2008, nonostante all'inizio della sua avventura si fosse trovato senza due pedine fondamentali per la Nazionale. Francesco Totti aveva dato già l'addio dopo un tira e molla durato diversi mesi a causa di una più attenta valutazione dell'infortunio patito prima del Mondiale. All'epoca, il capitano della Roma disse di no all'azzurro, decisione a cui fece seguito quella di Alessandro Nestra, pilastro della retroguardia italiana e del Milan. Tutta la frustrazione del ct, per non avere a disposizione i due è emersa, non in dichiarazioni pubbliche, sempre misurate e accorte, ma per spiegare a degli studenti delle scuole medie la scelta dei due campioni.Una metafora interpretabile a piacere dall'uditorio, ma che, necessariamente, non va estrapolata dal contesto in cui è stata detta e per questo non deve essere strumentalizzata. Totti e Nesta come i bambini che si fingono malati per saltare l'interrogazione, questo il concetto, "ironico", del ct utilizzato per commentare il forfait di entrambe. Il tecnico avrebbe voluto contare su di loro per avere soluzioni e qualità in più. Nell'uscita, benché scherzosa, traspare il boccone amaro che Donadoni non è riuscito a mandare giù: motivazioni addotte, a suo modo di pensare, ingiustificate e forse anche meno dolorose di un semplice mal di pancia.
21/01/08
DIEGO JR. COME PAPA'
A qualcuno, forse esagerando un po', è sembrato di rivedere quel sinistro con cui Diego Armando Maradona battè Giuliano Giuliani circa 22 anni fa e spiccioli con il San Paolo in visibilio per l'ennesima prodezza dell'indimenticato Pibe de Oro. I lineamenti sono gli stessi, il fisico non tradisce, il piede, la squadra e la categoria, diversi, ma il gol simile, forse fin troppo, accomunato dalla bellezza di essere un fendente che da 30 metri ha trafitto il portiere. Diego Armando Maradona Jr., finalmente, è tornato a far parlare di sé come calciatore, su un prato verde, e non in aule di tribunali o in trasmissioni televisive a denunciare le mancanze di quel suo padre naturale "ripudiato" e poi perdonato.Tornato a giocare con la maglia del Venafro, squadra molisana di serie D, ha siglato un gol di rara bellezza che ha consentito ai bianconeri di pareggiare i conti nel derby contro l'Olimpia Agnonese. Diego Jr., inizialmente in panchina, è entrato nella ripresa e dopo 4' ha confezionato il suo personalissimo capolavoro. Arrivato in Molise a dicembre, dopo un'esperienza non proprio positiva al Quarto, sempre in D, il figlio dell'ex stella del calcio argentino ha raccolto 4 presenze, fornendo prestazioni certamente positive, ma l'ultima condita dalla ciliegina che lo ha restituito, in tutto e per tutto, al calcio giocato.
20/01/08
IN VIOLA...VIERITAS
Aveva giurato di non cercarlo con troppa insistenza perché i 200 gol in assoluto li ha superati da un pezzo contando i 24 con la maglia dell'Atletico Madrid, ma quando si è ritrovato con la possibilità di calciare il rigore che gli avrebbe regalato questo record non si è fatto pregare. Un brivido deve avergli attraversato la schiena nel silenzio paradossale del "Franchi" in attesa di quel gol che ha consentito a Christian Vieri di sfondare la soglia che solo i più grandi bomber della storia hanno avuto l'onore di varcare. La Fiorentina si gode il suo straripante "Bobo" che in viola ha trovato condizioni e stimoli giusti per fare bene. I numeri di Vieri, associati a quelli sul campo effettuati da Adrian Mutu hanno permesso alla formazione di Prandelli di continuare quel cammino intrapreso a inizio stagione e volto a costruire una squadra vincente su tre pilastri fondamentali, due dei quali certezze assolute già dalla passata stagione (Mutu e Frey), il terzo, sorpresa e scommessa di chi lo ha voluto portare in viola anche dopo due anni in cui le sue presenze, tra Monaco e Atalanta sono andate in scena con il contagocce. Onore a chi ha avuto il coraggio di accantonare per un attimo Giampaolo Pazzini, promessa del calcio nostrano e talento su cui, insieme a Riccardo Montolivo, la Fiorentina costruirà la squadra del futuro. Per ora spazio a Bobo-gol, meno guascone, più responsabilizzato, sempre letale.
Iscriviti a:
Post (Atom)