13/05/08

CI AVEVAMO QUASI CREDUTO...

Lo avevamo pensato e, forse, ci avevamo anche creduto. Il campionato più bello degli ultimi anni, giusto, pulito, leale, senza risultati accomodati da motivazioni ormai ridotte ai minimi termini e spirito sportivo che aveva inorgoglito il nostro calcio tornato improvvisamente a far parlare di sé per la sua imprevedibilità, per un finale thrilling del quale andare fieri. La provvidenza ha fatto sì che tutto quanto non fosse inficiato dal generoso rigore accordato e poi sbagliato da Materazzi. Eravamo riusciti a credere che tutto portasse a decidere l'assegnazione del titolo solo e unicamente sul campo, unico giudice pronto a elargire meriti e a decretare sentenze. Sono bastati due giorni per capire, invece, che così non sarà comunque vada a finire. L'esonero, inaspettato, illogico di Hector Cuper ha aperto le danze e al di là delle malelingue che vedono un gesto pro-Inter in tutto questo, ma senza prendere le parti di chicchessia lo si può ritenere un non senso. Ha calcato la mano anche l'Osservatorio del Viminale proponendo sul piatto d'argento la polemica per 'i due pesi e due misure' che la discutibile scelta sui tifosi di Inter e Roma ha generato. I giallorossi non potranno sostenere la squadra, gli interisti sì in nome di un ordine pubblico a repentaglio a Catania e a Parma no. Su quale base, per quale motivo? Non si renda ridicolo un finale di campionato giocato con grande fair play in campo in cui burocrati e istituzioni, fino a non molto tempo fa nascoste, vogliono assurgere a protagonisti di uno spettacolo che non deve passare attraverso decisioni che non tengono conto di passione e sofferenza, di voglia di far festa concessa all'una e negata all'altra. Questo non è giusto, così si mina la base dello sport.

CHI SCOMMETTE SU...GIOVANI?

E` uno degli astri nascenti del calcio, guarda caso cresciuto nella fulgida `cantera` blaugrana. Oscurato dalla luce del suo `gemello` Bojan Krkic, Giovani Dos Santos potrebbe essere un piatto succulento sul mercato internazionale. `Scaricato` da Pep Guardiola che, secondo la stampa spagnola, non si opporra` alla prevedibile richiesta di cessione da parte del giocatore che intende giocare con maggiore frequenza, il gioiellino messicano potrebbe fare al caso di chi intende scommettere sul suo talento a cifre quantomeno giustificate dalla giovanissima eta` del potenziale campione, classe 1989. Il suo contratto scade nel 2009 e il calciatore non intende rinnovarlo a certe condizioni con il club catalano. Questo potrebbe costringere Joan Laporta ad abbassare il costo del cartellino di Giovani per non perderlo al termine della prossima stagione a parametro zero.Da un punto di vista tecnico, le qualita` non si discutono, ovvio occorre una certa maturazione dettata dalla continuita` nel giocare. Simile, molto, forse troppo, a Ronaldinho, il giocatore potrebbe fare al caso di qualche big italiana. Inter, Milan? I nerazzurri, all`epoca, mancarono il colpo Ronaldinho quando il brasiliano gia` impressionava con il Paris St. Germain, i rossoneri hanno scommesso su Pato e i risultati gli stanno dando ragione. Difficile, tuttavia che Moratti pensi a Giovani come colpo del centenario, possibile, invece, l`ipotesi che lo condurrebbe in rossonero proprio al posto di Ronaldinho, specie se il Milan dovesse fallire la Champions.E se tra queste due spuntasse la terza incomoda, determinata proprio dalla vittoria della lotta per la Champions? La Fiorentina potrebbe regalare al suo pubblico un altro gioilello pronto ad arricchire la collezione di Corvino e ripetere, si spera con risultati piu` esaltanti, l`operazione che porto` in viola l`allora talento del Real Madrid Portillo. Milan, Inter o Fiorentina, quale che sia la squadra, l`occasione e` ghiotta per dimostrare un coraggio nell`investimento che pochi, in Italia, hanno avuto in questi anni. Giuseppe Rossi docet.

11/05/08

RUI TALENTO IN CAMPO, CAMPIONE PER SEMPRE

Fa un certo effetto come quando decise, a malincuore, di lasciare il Milan per chiudere il cerchio della sua carriera cominciata allo stadio da Luz con la maglia del Benfica come seconda pelle, per molti anni coperta dal viola della Fiorentina e per 5 splendide stagioni da quella rossonera del Milan. Manuel Rui Costa è arrivato al traguardo. Non si potrà più ammirare quella classe infinita su un campo di calcio che ha caratterizzato una carriera ricca di meritati successi. La qualità dell'uomo resta e resterà, per sempre e per fortuna, ancorata a un mondo del calcio che non lascerà e che, di contro, non lo abbandonerà. Con il Vitoria Setubal ci sarà il canto del cigno tra emozioni dal sapore fortissimo e in agro dolce, tra lacrime e sorrisi, perché quando un campione del calibro di Rui lascia, resta sempre un vuoto da colmare. Fu così per Baggio, la stessa cosa si ripetè con Zidane e, a ritroso, con tutti gli altri grandi campioni che segnarono, negli anni, generazioni calcistiche ricordate nel tempo. Rui resterà per sempre il calciatore gentiluomo, leader silenzioso ed educato, uomo di qualità indiscutibile, talento dalla classe immensa.

09/05/08

I GEMELLI DIVERSI SOGNANO GLI EUROPEI

Destini indissolubilmente legati da un talento che va oltre i confini nazionali, supera il mare e lega Torino e Madrid. Alex Del Piero e Raul Gonzalez Blanco, cosi` simili nelle caratteristiche, cosi` uguali nella sorte. Sempre in discussione ma leader indiscussi per i compagni, pronti capri espiatori per giustificare colpe non solo proprie ma anche altrui, vittime di disastrose cadute e fautori di sontuose rinascite, ricchi di quel talento che li ha portati alla vigilia dell`Europeo a giocarsi un posto sull`aereo che condurra` Italia e Spagna in Austria e Svizzera. La partecipazione alla rassegna continentale e` in bilico: da una parte Roberto Donadoni, dall`altra Luis Aragones come giudici implacabili a valutare prestazioni e gol, a decidere il loro destino che il popolo del pallone, senza bandiere e con il solo denominatore comune della passione per il bel calcio, avrebbe gia` chiaro.Diciotto gol per entrambi, fino a questo momento, in campionato sono la dimostrazione evidente, data sul campo, che i due possono essere decisivi per le sorti delle proprie nazionali. Il plebiscito e` partito in Italia, in Spagna tutti, compagni e avversari, spingono per convincere Aragones a concedere una chance al capitano del Real. Capitano come Del Piero, irreprensibile al di fuori del campo, una vita passata con la stessa maglia di club e con cucita addosso quella della nazionale con cui `Pinturicchio` e` diventato campione del mondo e che a Raul, invece, ha regalato spesso delusioni e amarezze. Trezeguet lo ha detto, il campo decide, cosi` dovrebbe essere: Donadoni e Aragones pensino a questo lasciando da parte, per un attimo, schemi e strategie che senza talento servono a poco. L`azzurro conceda la giusta, e non per questo di esclusiva rappresentanza, passerella d`onore a `Godot`, `El Sabio` a `El siete de Espana` la possibilita` di rivalsa. E alla fine, pensiamo, potrebbe essere cosi`: un`Italia-Spagna in finale con Del Piero e Raul non sarebbe poi cosi` male.

RONALDINHO SALUTA...IN ITALIANO

A questo punto il nodo diventa in apparenza intricato, ma forse, in fondo, facile da sciogliere. La frenata di Silvio Berlusconi su Ronaldinho, l`incontro di Ernesto Bronzetti con i dirigenti del Barcellona per offrire 25 milioni e strappare il si` per il talento verdeoro oltre che per Zambrotta, sono gli inevitabili passi che porteranno all`acquisto del brasiliano. La volonta` del calciatore, di vestire il rossonero, piu` che le allettanti offerte giunte da oltre Manica, saranno decisive in tal senso. Dalla Spagna, ormai, danno la cosa per certa, come rivela la fonte semiufficiale del Barcellona `Sport' che, con l`amarezza acuita dall`umiliante sconfitta del Bernabeu contro i `campeones` del Real, non lesina critiche nel raccontare il comportamento tenuto da Ronaldinho negli ultimi mesi. Feste, mente gia` proiettata al futuro, prova data dai saluti che il brasiliano avrebbe rivolto ai compagni rigorosamente in italiano: `Arrivederci amici`, due parole che valgono piu` di qualsiasi discorso su contratto e ingaggio.Ronaldinho, alla fine di questa intricata e lunga telenovela, finira` al Milan con la societa` rossonera che sta forzando la mano per arrivare a un acquisto vantaggioso in termini di denaro forte del `ribasso in eccesso` del prezzo dei migliori giocatori blaugrana che il Barcellona ha contribuito a generare a causa delle maldestre ultime prestazioni. Tuttavia, dalla Spagna, sponda catalana, proveranno a difendersi dall`assalto di Braida e Galliani nel tentativo di limitare i danni rispetto a una cessione che appare ormai imminente.

08/05/08

SELEZIONE NATURALE? NON AIUTA

Beh alla fine dovrà fare le scelte, il 20 maggio si avvicina e la rosa che l'Italia presenterà all'Europeo è tutt'altro che definita, almeno sulla carta, ed è meglio precisare a scanso di equivoci, per quel che concerne il reparto avanzato. Del Piero e Cassano stanno apettando, Borriello è tra 'color che son sospesi', mentre Inzaghi si è riproposto prepotentemente a suon di gol. E poi c'è Gilardino, difficilmente azzurrabile, ma pur sempre campione del mondo. I nodi restano nell'intricata e imperturbabile mente di Roberto Donadoni. Ma a volte, a rendere più semplici le cose, arriva prontamente la solita 'selezione nautrale', diremmo quasi, paradossalmente, una provvidenziale provvidenza, giunta a sistemare, in parte, le cose. Iaquinta è ko, non giocherà più in campionato e, forse, sarà guarito per la fatidica data delle convocazioni. Non basterà perché Donadoni rinuncerà a lui perché a rischio ricaduta. La questione rilancia le varie candidature, un posto è rimasto vacante, tutti sono pronti a fiondarvisi. Del Piero o Cassano, Borriello o Pippo Inzaghi. Saggezza tattica indurrebbe a portare un vice-Toni, la volontà del popolo è nettamente a favore di Del Piero, e poi c'è quel Cassano così ribelle ma sempre decisivo ad alimentare l'amletico dubbio. Iaquinta si è eliminato da solo, o meglio, lo ha fatto fuori la sfortuna, offrendo al ct la possibilità di evitare una decisione scomoda, ma la scelta da fare resta comunque, il problema non è superato, almeno fino al 20 maggio, giorno in cui sogni e speranze conosceranno il loro destino.

04/05/08

CITY, DINHO RESTERA' UN SOGNO

L`operazione e` difficile ma il tentativo per nulla banale. Il Manchester City non avra` blasone, ma di sterline molte. In quest`ottica puo` essere valutata la mossa del club presieduto dal thailandese Thaksin Shinawatra che vuole assolutamente convincere Ronaldinho a vestire la maglia dei `Citizens` nella prossima stagione. La fase di stallo nella trattativa tra Milan e Barcellona, con i due club fermi sulle loro posizioni e con una netta distanza tra domanda e offerta (15 i milioni garantiti dai rossoneri, tra i 30 e i 40 quelli richiesti dai blaugrana), potrebbe favorire il club inglese.Infatti, secondo il `Sunday Mirror`, il Manchester City avrebbe gia` pronti i 40 milioni che supererebbero, definitivamente, le offerte di qualsiasi altro club, tra cui anche l`Inter. L`investimento collimerebbe con le pretese del Barcellona anche se resta da valutare la volonta` del calciatore. Ronaldinho potrebbe non accettare di giocare per una societa` che, nella prossima stagione, non prendera` parte alle coppe europee e nemmeno l`ipotizzato arrivo di Felipe Scolari, al posto di Sven Goran Eriksson sulla panchina dei `Citizens`, sembrerebbe agevolare l`arrivo.Allora il nodo e` puramente economico, con il club disposto a offrire circa 200mila euro a settimana al talento brasiliano. Nonostante l`offerta sontuosa, Ronaldinho sarebbe piu` propenso a giocare in un club blasonato con tutti i tentativi del Manchester City pronti a trasformarsi in un sogno di difficile realizzazione.