Non esistono formazioni, né partite, né punteggi, ormai succede tutto solo alla televisione e alla radio...
27/05/08
MANCIO, E ORA NON TI LAMENTARE
Poche parole pronunciate in un faccia a faccia durato soli venti minuti. Chi si aspettava una rinnovata fiducia da parte di Massimo Moratti nei confronti di Roberto Mancini con tanto di discussione sulle strategie future e` stato smentito. Troppo poco il tempo impiegato per parlare di campagna acquisti e obiettivi da fissare. Il presidente dell`Inter ha fatto quello che si attendevano molti, ma non troppi, ha deciso di cambiare strada nonostante il sentiero, in questi ultimi tempi, sia stato sovente vincente. Roberto Mancini e` uscito scurissimo in volto dalla sede di via Serbelloni, rendendo eloquente, pur senza proferire parola, una decisione gia` presa dal patron nerazzurro.Il tecnico paga il non aver, forse, dato un carattere internazionale, e sembra un paradosso riferito al nome, alla squadra. Il successo in Champions e` sfumato, quello in campionato giunto dopo aver sperperato un enorme bottino di punti in campionato, la Coppa Italia, obiettivo secondario ma pur sempre prestigioso, dato l`avversario, non e` stata conquistata. Per Moratti motivazioni sufficienti per dare il benservito a un tecnico che lo aveva `tradito` con le dichiarazioni giunte a caldo subito dopo l`eliminazione dalla Champions.Il patron nerazzurro ha solo reso esecutiva una decisione che, forse, in cuor suo Mancini aveva scelto tempo fa salvo poi ritornare sui propri passi. Lo scenario, a questo punto, e` lampante. Sara` Jose` Mourinho il prossimo allenatore dell`Inter. Indiscrezioni danno Branca e Oriali gia` in Portogallo pronti a discutere il contratto. Quanto a Mancini, il Chelsea, benche` non lo abbia inserito in lista secondo la stampa inglese, resta la piu` probabile alternativa. Uno scambio di panchine, dunque, sull`asse Londra-Milano per perseguire lo stesso obiettivo, quello sfuggito quest`anno ai `Blues`, quello che all`Inter manca ormai da oltre quarant`anni.
CAPITANO O MIO CAPITANO
Quelle lacrime hanno ricordato a molti il pianto a dirotto di Franco Baresi dopo la finale dei Mondiali del 1994. Perdere al termine dei calci di rigore è sempre un'ingiustizia specie per chi da eroe in campo si trasforma in antieroe a causa di una lotteria nella quale oltre alla bravura contano innumerevoli altri fattori. John Terry, il duro del Chelsea, si è sciolto in un pianto che ha commosso per il dramma sportivo, per la sfortuna, l'ingiustizia a cui il giocatore è andato incontro. Poteva restare nella storia e nella storia, è certo, resterà per il motivo opposto: per quel tiro dagli undici metri maledettamente finito sul palo. Sogni e speranze dei tifosi 'Blues' spenti, poi, dal penalty fallito da Anelka, ma questa è un'altra storia. Quello che si vuole rimarcare è il gesto di Fabio Capello che ha voluto cedere a Terry la fascia di capitano dell'Inghilterra, perché il giocatore va recuperato, e subito, sotto il profilo psicologico. Gli sfottò, pungenti, irriverenti che la satira britannica ha messo a punto dopo la finale di Mosca, hanno colpito nell'animo il calciatore. Mister Capello, per un attimo, ha assunto i connotati di figura paterna mostrando il lato umano della sua ferrea e imperscrutabile personalità. John Terry capitano dei 'Tre Leoni' è una scelta coraggiosa e doverosa, perché il calciatore è un leader e l'uomo va, necessariamente, aiutato.
SAVIOLA, ALTRO TANGO A NAPOLI
L`anima del grande Napoli e` stata argentina, la citta`, per certi aspetti, simile a Buenos Aires. La societa` di Aurelio De Laurentiis sta pensando bene di rinverdire i fasti di un passato ormai lontano puntando decisamente su giocatori `albiceleste`. Roberto Sosa e` andato via ma Ezequiel Lavezzi continuera` ad infiammare il pubblico del San Paolo. Ad arricchire il parterre potrebbe giungere Javier Saviola dal Real Madrid per formare una coppia tutta tango e classe. Secondo il quotidiano spagnolo `Sport` il Napoli avrebbe presentato al Real Madrid un`offerta formale per Antonio Cassano, in questa stagione in prestito alla Sampdoria, e sondato il terreno addirittura per Fabio Cannavaro. Le ` merengues` avrebbero dato disponibilita` a trattare per il talento di Bari Vecchia ma a una condizione: inserire nella discussione anche il trasferimento di Javier Saviola.L`ipotesi non sembra entusiasmare troppo i partenopei che con Cassano, Lavezzi e, appunto, Saviola avrebbero un esubero di calciatori con le stesse caratteristiche. Poiche` la Sampdoria sembrerebbe in vantaggio sul Napoli per Cassano, Pierpaolo Marino potrebbe ripiegare sull`argentino. Saviola gradirebbe il trasferimento dal momento che al Real fatica a trovare spazio. A Napoli l`accoglienza non sarebbe per nulla male e un tridente tutto sudamericano Lavezzi-Saviola-Zalayeta potrebbe accendere la fantasia dei tifosi.
23/05/08
ALLONS ENFANT...IN CERCA D'APPEAL
E` tempo di calciomercato e tutti, in Europa e nel mondo, sono in attesa dei colpi che infiammeranno l`estate. Non da ultima la Francia che intende arricchire la Ligue 1 di campioni affermati e anche costosi. Dunque, non solo un export per riaffermare un trend ormai confermato negli ultimi anni, ma anche un import pronto a invertire la tendenza. Voglia di cambiare, insomma, anche per chi, come il Lione, ha vinto ancora. Se sul fronte calciatori si parla di un possibile, o solo fantomatico, approdo di Fabio Cannavaro al Monaco, sulla panchina dei campioni di Francia potrebbe, invece, sedere Didier Deschamps, il tecnico che ha riportato la Juve in serie A ed ora a caccia di una panchina prestigiosa.Le indiscrezioni giungono da `France Football` che, tuttavia, giudica il passaggio del capitano della Nazionale azzurra nel Principato difficile a causa del lauto ingaggio che il difensore percepisce (6 milioni di euro ndr). Per Deschamps le chance sono maggiori e nonostante Alain Perrin, tecnico dell`Olympique, abbia vinto il campionato la dirigenza non sembra soddisfatta della sua gestione. `Ogni tecnico che si rispetti vorrebbe allenare il Lione`, ha detto Deschamps che tuttavia ha un concorrente in Laurent Blanc che ha portato il Bordeaux al secondo posto.Insomma, questioni d`oltralpe, con i francesi, gia` da tempo affermatisi per quanto concerne la Nazionale, ora intenzionati a scommettere e a far aumentare l`appeal di una Ligue 1 possibilmente piu` combattuta di quella vista negli ultimi 7 anni.
21/05/08
SUPERPIPPO, LA RICOMPENSA E' PECHINO
L`amarezza e` stata tanta, il colpo duro da digerire e la polemica incalzante. La delusione di Filippo Inzaghi nel non vedere il proprio nome incluso nel fatidico elenco degli `azzurrabili` per l`Europeo in Austria e Svizzera e` lungi dall`essere smaltita. Lo sfogo e` stato evidente, in parte, se vogliamo, anche giustificato data la caratura del giocatore. I gol, 18 (quasi sempre decisivi), segnati in stagione e gli ultimi due mesi estremamente prolifici avevano alimentato la speranza, disillusa proprio quando Superpippo ci credeva di piu`. Un attacco fin troppo diretto a Roberto Donadoni, reo di non avergli neanche comunicato la decisione con una telefonata, ha finito per incrinare un rapporto, finora di amore e gol, con la maglia azzurra.L`esclusione dai 24 ha il sapore di una chiusura definitiva da parte della Nazionale nei suoi confronti senza nemmeno concedergli un saluto degno, a modo suo. Inzaghi non vestira` piu` l`azzurro? L`ipotesi, credibile e in parte vera, non definisce, tuttavia, la realta` delle cose. La rottura tra Donadoni e il giocatore induce a una mediazione e allora l`opportunita` Olimpica si ripresenta come occasione giusta per riconoscere il giusto impegno e l`attaccamento alla maglia mostrato sempre da Inzaghi nei confronti della causa Nazionale. Cassano e Del Piero, ipotetici fuoriquota che Pierluigi Casiraghi avrebbe dovuto convocare per la spedizione di Pechino, non sono piu` `disponibili` e dunque il titolo `Superpippo alle Olimpiadi` e` molto piu` simile a una realta` imminente che a un `picture movie` di disneyana memoria.E chi pensa che, per una questione di orgoglio, Inzaghi possa rifiutare si sbaglia di grosso. Pippo, e` noto, tiene ai numeri del calcio come Rino Tommasi alle statistiche di tennis e pugilato, e la sua ossessione nel collezionare record e trofei lo porterebbe a noleggiare una zattera, e a remare di suo, pur di essere presente ai Giochi. Ne` il Milan, ahilui scongiurato il preliminare di Champions, potra` opporsi. La Coppa Uefa partira` a settembre, l`esordio degli azzurri olimpici ci sara` il 7 agosto (con l`Honduras ndr): nessun conflitto d`interesse, dunque, solo la voglia, da parte di Inzaghi, di concludere la sua avventura in azzurro a modo suo, a suon di gol e magari con una medaglia al collo, la piu` prestigiosa, unico successo che a Superpippo manca. Un tridente Inzaghi-Giovinco-Rossi non sarebbe poi cosi` male. Casiraghi rifletta, Superpippo e` pronto.
20/05/08
DONADONI, CUOR DI LEONE
Finalmente! simile a una liberazione, un sospiro di sollievo che induce a credere che qualcuno si sia preso, per fortuna, una responsabilità forse scomoda, forse vincente. Roberto Donadoni ha finalmente mostrato coraggio, quello che non hanno avuto i suoi egocentrici colleghi Raymond Domenech e Luis Aragones non convocando Trezeguet e Raul. Un vantaggio per noi, mi diceva ieri Luca Toni, perché David, in fondo, è sempre uno dei migliori attaccanti del mondo. Donadoni ha seguito il suo istinto, ha premiato la classe rispetto a stupidi e inutili tatticismi. Del Piero convocato, sarebbe stato un obrobrio se la scelta avrebbe premiato altri. Cassano dovrà dimostrare di stare bene in un gruppo che è pronto a riaccoglierlo a patto che dimostri di essersi pentito delle troppe cassanate messe in scena. E allora l'applauso è d'obbligo per il ct, lo spirito, con queste scelte è quello giusto, migliore rispetto al Mondiale tedesco, ma non per questo teso al relax. L'Italia vuole vincere, ha fame. Ci sono i giovani Montolivo e Aquilani che hanno voglia di dimostrare, c'è la grande chance concessa a Borriello come vice-Toni. E poi Di Natale e Quagliarella e ancora Del Piero. Infine, il talento immenso di un Cassano chiamato alla prova del 9, o meglio del 10, il voto che vorremmo vedere nella pagella alla fine di quell'Europeo che si è guadagnato sul campo.
15/05/08
IL PARADOSSO DELLA GIUSTA...INGIUSTIZIA
E alla fine, come al solito, è finito tutto a 'Tarallucci e Vino' cercando una soluzione di compromesso che, seppur nella sua equità di trattamento, non trova giustificazione. Vietare la trasferta di Parma agli interisti è, ancora una volta, un non senso data l'insussistenza di motivi atti a considerare l'ordine pubblico a rischio: una seconda sconfitta per il grado di civiltà (che va necessariamente accresciuto è vero), per lo sport, per chi aveva creduto ancora in un finale di campionato 'sgrassato' da inutili e dannose polemiche. Le condizioni per Inter e Roma, pronte a giocarsi lo Scudetto, saranno le stesse è vero, ma non è questo il punto. La decisione, coraggiosa certo, ma che forse avrebbe richiesto da parte di tutti un maggiore senso di responsabilità, non è questa, ma quella di garantire ai tifosi, come in tutte le parti del mondo è consono, di poter seguire la propria squadra, a maggior ragione in gare decisive come queste. In questo e da questa soluzione escono sconfitte le istituzioni, data la tacita ammissione dell'incapacità a governare situazioni potenzialmente rischiose per l'ordine pubblico, ne esce sconfitto il campionato italiano, bello davvero quest'anno, ma che ha dovuto, per cronico autolesionismo, sporcarsi proprio nel finale con decisioni cervellotiche dal punto di vista tecnico (vedi esonero, inutile, di Cuper), con nuove e scandalose ipotesi di collusione con pregiudicati (vedi Mancini e Materazzi). Quest'ultima e inconcepibile doppia decisione (per Parma e Catania) risulta tutt'altro che giustificabile agli occhi di chi vorrebbe vedere niente 'giochi', solo Sport.
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